Recenti Sviluppi

Il secolo scorso è stato caratterizzato dalle due guerre mondiali e dalla forte emigrazione.
Molti valorosi giovani elvesi furono infatti chiamati a combattere al fronte, parecchi dei quali non fecero ritorno al loro paese natio, come testimonia la lapide che si trova nella piazza della borgata Serre, sulla facciata del Municipio. Gli elvesi nati tra il 1880 e il 1900 combatterono sull’unico fronte italiano durante il primo conflitto mondiale, situato lungo l’Isonzo, mentre gli abitanti appartenenti alle leve comprese tra il 1910 e il 1922 attraversarono un po’ tutta l’Europa con le armi in spalla. Si trovarono infatti a combattere in Albania, Germania e Russia, alcuni di loro vennero anche deportati nei campi di concentramento tedeschi, mentre altri scamparono per miracolo alla morte durante la campagna di Russia.
Per quanto riguarda invece l’emigrazione, questa si fece molto intensa dopo il secondo conflitto mondiale. In passato parecchi uomini e giovani durante i mesi invernali migravano per andare in cerca di fortuna e con la speranza di tornare a San Pancrazio con un bagaglio più pesante, anche dal punto di vista culturale. A Elva sono visibili gli effetti dell’emigrazione, infatti, tra le numerose abitazioni, solamente alcune di loro sono ancora abitate e ancora di meno ospitano per 365 giorni all’anno i pochi abitanti stazionari del paese.

Lapide Caduti Elvesi durante la Seconda Guerra Mondiale

Lapide Caduti Elvesi durante la Prima Guerra Mondiale