Primavera di Ieri...
Appena le neve si scioglieva, la gente, usciva dalle case e si recava a lavorare i prati e i campi: si pulivano i canaletti per il passaggio dell’acqua, che sarebbero serviti ad irrigare i prati, si raccoglievano le pietre, i rami secchi e gli sterpi. Questo materiale veniva trasportato sul confine del fondo vicino.
Ovunque si vedevano persone con slitte, o con un somaro, portare il letame per concimare i prati, disporre i campi per la semina delle patate e dell’orzo, delle lenticchie e di altri prodotti. Coloro che avevano i campi maggiormanete esposti al sole seminavano anche la canapa, il lino, la segala, che tanti utilizzavano per cucinare la polenta.
Ognuno faceva la sua parte: c'era chi andava per legna e chi cominciava a raccogliere l’erba che iniziava a spuntare. Le donne tagliando l’erba si scambiavano notizie, saluti, pettegolezzi, e quando ne avevano un bel mucchio se lo caricavano sulle spalle e lo portavano al bestiame, chiuso ancore nelle stalle.
Il lavoro dei campi occupava molte persone. I ragazzi e le donne partivano al mattino presto, si portavano sui pendii dei monti e si sparpagliavano qua e là per raccogliere i fiori, in particolar modo le violette e l’arnica, le piante aromatiche e medicinali. Alla sera, quando il sacco era pieno, facevano ritorno a casa per la cena. Questo tipo di raccolto durava fino all’estate quando si dava inizio al taglio del fieno.