Il Diavolo di San Bernardo
La rudimentale pittura sul frontale della cappella di San Bernardo alle Traverse ricorda una strana storia d’amore.
Pauleta del Chastel, una ragazza del posto, era contesa da due spasimanti, Nadin di Costabella, pastore e solito a suonare il piffero, e Gian di Caire, pittore vagante.
I massari della cappella sopra citata, ai tempi di Pauleta, commissionarono al secondo di loro un quadro murale raffigurante il Santo Bernardo da Menton con il diavolo, che doveva essere di faccia sinistra e ripugnante. Il pittore, accorgendosi che la sua amata era piuttosto fredda nei suoi confronti, per attirarla a sé, decise di raffigurare il diavolo con le sembianze del suo avversario in amore.
La ragazza però, vista l’opera, si armò di lunga scala, pentolino con acqua di calce e terra d’ombra, pennello e lanterna a petrolio, e durante la notte cancellò l’orribile figura. Dopodiché, riposti gli attrezzi, invece di andare a letto, si avviò verso la montagna. Passò attraverso gli abitati, passò il rivo delle Grange risalendo il versante di Chiosso e arrivò a Costabella allo spuntare del giorno. Qui i cani da guardia annunciarono a Nadin l’arrivo della sua amata, la quale gli manifestò la sua intenzione di volerlo sposare.
È proprio per Pauleta che oggi, osservando l’affresco, risulta evidente la grossa catena appesa al braccio di San Bernardo, che si perde in spirali di colore e i resti di una piccola capanna, lassù oltre il Bricco degli Ortili, sulla dorsale che porta diritto alla Roccia dell’Asino, e che conserva il nome di Cabano del Diau.
L’elaborazione del quadro è dovuta anche ad un motivo molto curioso. Di fianco alla cappella delle Traverse, infatti, c’è un buco a fior di roccia che soffia caldo. Quel calore non è avvertibile, ma si può dimostrare quando cade la neve, poiché per qualche metro attorno alla fenditura, essa stenta a far presa sul terreno e anche dopo una nevicata molto intensa si scioglie in un tempo brevissimo. Da qui si presume che il buco nero scenda nelle profondità fino alle soglie dell’inferno.