Le Leggende del Monte Pelvo
Una madre aveva sette figli a cui, quando erano piccoli, amava raccontare che il Pelvo poggiava su delle fondamenta d’oro. Una volta cresciuti, tutti e sette i ragazzi, decisero di iniziare a scavare ai piedi del monte per scoprire il tesoro che nascondeva.
Si diceva che una volta il Pelvo fosse così alto che le nuvole non ne raggiungevano mai la punta, sempre illuminata dal sole. In un giorno di nebbia una pastorella decise di arrampicarsi fin lassù per incontrare il sole. Dalla cima essa poté ammirare un mare bianco che si estendeva tutto intorno, allungò un piede nella sua direzione ma precipitò nel vuoto.
Vicino al Pelvo, nei pressi della Roccia dell’Asino, a 2644 metri slm, si apre una fenditura, una voragine tenebrosa, che penetra nelle viscere del monte, chiamata “il buco del diavolo”. Delle capre perdute, attratte dall’erba camosciera, che cresce sul baratro della voragine, non si ebbe mai più notizia, e i massi gettati si sentono per un po' rimbalzare, finché l’eco si smorza e muore come un lamento di anime dannate.
Dal Pelvo disturbato si staccò però una frana che li travolse e li seppellì tutti quanti. A questo punto la madre, disperata, gridò la sua maledizione alla montagna: “PELVOU, PELVOUROUN, M’AS SOUTRÀ SEPT FIOULASTROUN. MA VEIARES… TAN QUE DURO LOU TEMP, TU SEMPRE RUNARES” (Pelvo, Pelvorone, mi hai sotterrato sette figlioloni. Ma vedrai… tanto che dura il tempo tu sempre franerai).
Da quel momento la montagna che sovrasta la conca elvese, si abbatté su se stessa fino a raggiungere gli odierni 3064 metri e da allora la sua vetta è spesso avvolta da cumuli di nubi, che la percuotono con tuoni e lampi.
In un giorno d’estate, pieno di sole, un vecchio pastore raggiunse la Roccia e la voragine per saperne qualcosa. Si piegò sul buco maledetto e lanciò un grido: “AL MONDO VI È NULLA DI TRISTE, NULLA DI TRISTE NEL MONDO DI LÀ, L’INFERNO NON ESISTE!”. Dalle cavità mostruose si levò un eco profondo, che diceva “ESISTE… ESISTE…”. Il pastore, con un brivido freddo e gli occhi sbarrati ripeté più forte “NON ESISTE L’INFERNO, NO, NO!” e l’eco rispose “NO… NO…”.