Vita

Sono piuttosto scarse le informazioni che si hanno oggi della vita del “Maestro d’Elva” e sono state rilevate soprattutto da documenti conservati in archivi piemontesi e provenzali.
Le prime tracce relative ad Hans Clemer risalgono ai primi anni Novanta del XV secolo e riguardano il progetto di esecuzione di un’opera, da esporre nella cappella dedicata a San Sebastiano, situata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Revello.
Un documento degli ultimi anni del Quattrocento, conservato nell’archivio di una città del dipartimento francese di Aix-en-Provence, parla di due pittori, Josse Lieferinxe e suo cugino "mestre" Ans. Si tratta di una carta privata contenente l’accordo stipulato tra i due artisti e il frate procuratore della confraternita di Sant’Antonio di Padova, presso il monastero di Aix, per la realizzazione di un'impresa raffigurante il santo. Questo accordo però venne rispettato solamente dal primo dei due pittori elencati.
Il secondo pittore appare anche in un altro documento, datato 1.508 e rinvenuto nella stessa zona del precedente, attraverso il quale una nobildonna commissionava un’opera all’artista Giovanni Clemer, detto Ans o Hans, residente a Saluzzo.
L’ultimo gruppo di documenti relativi al Maestro d’Elva è tratto dagli atti di un notaio saluzzese e, a differenza degli atti provenzali che riguardano soprattutto la sua vita artistica, questi consentono di far luce su alcuni aspetti della sua vita privata. All’interno di uno di essi troviamo l’annotazione circa la sua residenza saluzzese ed è datato 1.509. Gli altri due atti che abbiamo a disposizione sono invece stati redatti nel 1.512, dopo la morte del pittore, per conto della vedova Caterina Milaneti, che intendeva risposarsi.