Cappella di San Pancrazio & Ultime Modifiche
La devozione a San Pancrazio martire, giovane romano vissuto nel IV secolo, ha un’origine molto antica. Gli Elvesi furono devoti anche a Sant’Antonio abate, a San Quirico, a San Costanzo e a San Defendente, la cui gratitudine nei suoi confronti è da collegarsi al voto di riconoscenza fatto dal paese per essere scampato alla peste del 1630.
La costruzione della cappella di San Pancrazio, che ha mutato notevolmente la configurazione interna ed esterna della parrocchiale, fu realizzata nel 1762 per iniziativa del parroco e dei massari. Alla base di questa ideazione c’era l’intenzione di offrire una capienza idonea alla popolazione numerosa che partecipava alle funzioni in onore di San Pancrazio e degli altri Santi a cui erano dedicati gli altari disposti nel lato destro della navata. Per collegare la nuova cappella, alla chiesa venne aperto un varco nel muro di fronte al portale d’ingresso della chiesa, ma il risultato non fu soddisfacente e si decise di sfondare tutto il muro corrispondente alla larghezza della parte dell’edificio dedicata a San Pancrazio.
Nel 1722 venne costruito l’attuale altare principale in marmo. Nel 1738 fu affrescata la volta del protiro con le immagini dell’Assunta, di San Costanzo e di Santa Cristina. Contemporaneamente ai lavori della cappella di San Pancrazio, viene demolita definitivamente la cappella di San Lorenzo. Nel 1785 è ulteriormente ampliata la cappella dedicata al santo protettore del paese. Il 15 maggio 1844 venne demolito l’altare di San Costanzo, rimanevano perciò solamente più quelli dell’Immacolata Concezione, di San Pancrazio e del Santo Rosario. Tra il 1873 e il 1882 quest’ultimo sarà demolito.