Dal XVI° al XVIII° secolo...

Nel 1533 il vescovo in carica concedette al curato di costruire un altare all’interno della parrocchiale. Possiamo supporre che si riferisse a quello di Sant’Antonio, collocato nel piccolo vano laterale creatosi tra la navata e il campanile, per la costruzione di quest’ultimo. In alcuni documenti risalenti al 1594 si parla del SS.Sacramento, il quale era conservato in una custodia collocata alla sinistra dell’altare e della necessità di allungare l’altare di San Pancrazio, situato di fronte all’entrata principale.
Nel 1609 giunge da parte del vescovo l’ordine di curare meglio o demolire gli altari di San Sebastiano e di Sant’Antonio, oggi non più esistenti. Un altro altare, presente ancora ora nella chiesa, è quello della Beata Vergine Maria, situato a destra dell’entrata e contenete una statua della Madonna con il Bambino, all’interno di una nicchia. La chiesa risulta essere affrescata, mentre esternamente ad essa troviamo le cappelle di San Rocco e di San Lorenzo.
Nel 1615 viene posto un crocefisso ligneo all’altare maggiore. Nel 1664 troviamo, forse in sostituzione di quello di San Sebastiano, l’altare di San Rosario. In tale anno viene inoltre ordinato di porre a fianco del fonte battesimale un’immagine del Battesimo di Cristo e di costruire la sagrestia, che prenderà il posto della cappella di San Rocco.
Nel 1703 venne nominato un nuovo altare, quello di San Costanzo, su offerta di Costanzo Tarditi. Si può far risalire a questo periodo l’allungamento della navata, testimoniato dalla fenditura che attraversa la volta dell’edificio subito a destra della porta d’ingresso e che indica il punto di contatto tra la parte antica e quella di nuova costruzione.