Serre
Altitudine 1.637 metri.
Questa borgata, il cui nome letteralmente significa “terra racchiusa tra le rocce esposte al sole”, fu sempre il centro del paese, con la chiesa parrocchiale, costruita isolata e in vista a tutti, dal cui campanile risuonano i rintocchi delle campane che riempiono tutta la conca di un messaggio di richiamo.
Qui vi era la sede del Consiglio della Comunità, cioè il municipio, la gabella del sale e del tabacco, alcune botteghe e osterie, a cui più tardi si aggiunse l’ufficio postale. Al Serre prevaleva l’occupazione per la chiesa, per la posta, per la scuola, per le botteghe e per il commercio. Non mancava però la coltivazione degli orti e dei prati circostanti; la lontananza dei pascoli era invece a sfavore dell’allevamento di bestiame.
Molto importante era anche l’occupazione per il municipio, la cui costruzione della sede fu deliberata dal Consiglio Comunale il 31 luglio 1764. Venne approvato il progetto del misuratore Isaia di Dronero, il quale propose di acquistare la casa, situata sulla pubblica piazza, e di eseguirvi i lavori previsti dal progetto. Questo stabiliva che la casa comunale fosse a due piani.
Sulla facciata del Municipio, che dà sulla piazza, troviamo le due lapidi che ricordano il grande contributo di servizio dato allo Stato Italiano dagli elvesi durante la prima e la seconda guerra mondiale.
Oggi, nel "capoluogo" elvese, prevale l'occupazione per il Museo di Pels, per La Butego, per il Municipio e per il Caseificio Cooperativa Elvese.
I cognomi più diffusi in questa frazione elvese erano: Raina, Dao Castes, Garnero, Baudino, Mattalia e Isaia.
Tra le località circostanti le più note sono:
BOULAGHIESO,
bosco della chiesa;
ADREC,
esposto al sole;
BARMASSO,
roccia sporgente e rovinosa con qualche riparo;
CORTILE,
luogo piacevole, ben protetto, coltivato a campo o a prato.





