Lischia & Brione

Altitudine 1.359 metri e 1.470 metri.
Queste frazioni occupano un versante isolato della conca elvese, che si estende verso il basso, verso la Valle Maira, dove il clima è mite e il sole è quasi costante. A lato di Brione troviamo una distesa di campi fertili che, grazie al clima di questa zona, producevano anche frumento, molto raro ad Elva. Oltre alla coltivazione dei campi prosperava l’allevamento di ovini e caprini.
Lischia è la borgata, tra le due, che si estende più in basso e i cui abitanti, per sfruttare il terreno poco agevole, costruirono numerosi muriccioli di sostegno per impedire lo slittamento della terra e la rovina delle colture.
Al centro di Brione sorge la cappella dedicata a San Sebastiano, ma l’impossibilità di celebrare la festa del patrono, che cade in gennaio, portò a sostituirla con un’altra, quella del nome di Maria (12 settembre). Questa ricorrenza era annunciata con un grande falò, che si accendeva la sera precedente in località CASTELLO, il cui chiarore, unito al canto degli abitanti della frazione, si diffondeva in tutto il paese, suscitando echi e risposte da parte dei giovani delle varie frazioni vicine.
Entrambe le frazioni accusarono sempre scarsità di acqua, per questo fu costruito un canale che partiva da sopra i Molini e che prendeva l’acqua di Chiosso e la faceva scorrere fino a Brione. Le due borgate inoltre erano distanti dal resto del paese ed era quasi impossibile andare e tornare da Stroppo in una sola giornata, specie in inverno. Solo l’apertura di una piccola strada nel vallone, a fine 1.800, offrì a questa zona una possibilità di rompere il proprio isolamento.
I cognomi più frequenti a Lischia erano Garnero Tarella, Garnero, Dao e Baudino Bessone; a Brione erano invece Garnero Mortot, Dao, Dao Geletta e Raina.
I nomi più noti delle località circostanti, partendo dall’alto, sono:
COSTA, FORNETI, poi FONT-CASTELLANO e COSTA REINA ai confini con San Michele;
PREISE, distesa di campi e prati;
CAMPO VECCHIO;
CASTELLO, terrapieno a forma di castello;
BAISE, campi e prati un po’ affossati;
CROS LISCHIA, zona di affossamenti;
SERTONE e PRAPIANO;
COSTASSE, a forma di costa irregolare;
PRAOPACO, prato a strapiombo e oscuro, tutto a bosco.

Lischia

Borgata Lischia: pilone situato a valle della strada che porta alla frazione

Pilone di proprietà delle famiglie Garnero Tarella e Dao (Nielo) di Lischia.

Borgata Lischia

Borgata Lischia

Borgata Lischia: ruderi

Brione

Borgata Brione

Borgata Brione

Borgata Brione: cappella di San Sebastiano

Borgata Brione

Borgata Brione: antica sega

Borgata Brione: pascoli nelle vicinanze della frazione

Borgata Brione: pilone situato sulla strada che porta ai FUMEI

Il pilone appartiene agli abitanti di Brione. Nei pressi del luogo, attorno alla metà del 1.600, un frate del convento di Acceglio, Fra Donato, rientrando da una missione ad Elva e proseguendo su un sentiero cosparso di ghiaccio verso il Colle di San Michele, precipitava sfracellandosi da un dirupo. Può che il dirupo sia stato eretto per ricordare questa disgrazia, dato che il luogo oggi viene chiamato: "LA CUMBO ED SAN DONÀ".

Borgata Brione: pilone sulla strada per Molini in località Castello

Appartenente agli abitanti di Brione. Nell'inverno del 1.777 una valanga travolse gli uomini della borgata (la dezena) che operavano sulla strada (sette il numero delle vittime). A protezione, si presume, gli scampati fecero erigere.

Borgata Brione: pilone sulla strada per Molini in località UBACO

Il pilone è stato fatto fare da Dao Maria, moglie di Raina Pietro Antonio di Brione, per il ritorno a casa dei due figli Giovanni Spirito e Cesare dalla prima guerra mondiale.